Ad alcuni di voi sarà certamente capitato di aver richiesto un periodo di Aspettativa NON Retribuita, nell’arco della propria carriera contributiva.
Tale richiesta, giustificata per un motivo o l’altro, oggi porta ad avere un Estratto Conto Previdenziale con un buco per il medesimo periodo……….e magari, grazie a quei contributi mancanti, si sarebbe potuto accedere oggi, o a breve, alla Pensione.
Ebbene, in relazione a questi casi, l’Inps offre la possibilità di riscattare periodi di aspettativa sia a lavoratori dipendenti Pubblici che Privati, ovunque essi siano collocati (ovvero anche prima del 1996).
Ma non tutti i periodi di Aspettativa possono essere riscattati.
Infatti, le disposizioni prevedono che per poter accedere a tale opportunità di riscatto sia necessario essere in possesso di documentazione sufficiente a dimostrare la presenza di:
Gravi Motivi Familiari
In pratica bisognerà documentare che la richiesta di Aspettativa sia derivata da necessità legate a:
- l’assistenza di familiari (presenti nello stato di famiglia)
- per grave disagio personale
- per patologie che ledono l’autonomia di un familiare
- decesso di familiari (presenti nello stato di famiglia)
La durata del suddetto periodo riscattabile non potrà eccedere i 2 anni.
Ma vi è anche un’altra possibilità!!!!
Con la legge di Bilancio del 2023 per il 2024 è in vigore la possibilità di riscattare, per il periodo 2024/2025, periodi con scopertura contributiva per un massimo di 5 anni in totale.
Ovviamente anche qui vi sono dei parametri applicabili per poterne beneficiare, ovvero: essere dipendenti del settore Pubblico o Privato oltre, e qui la differenza principale dalla precedente opportunità, ad aver versato i primi contributi solo dopo il 31/12/1995 (ovvero interamente contributivi). Infine, il periodo di buco deve necessariamente collocarsi all’interno del primo ed ultimo versamento contributivo.
Altro fattore di diversità è costituito dal fatto che NON sarà necessaria una motivazione e giustificazione documentale per richiedere il Riscatto.
Ma tutto ha un costo…
Come si poteva immaginare, per ambo le casistiche, le opportunità non sono esenti dal pagamento di un onere.
Se guardiamo alla prima scelta, ovvero l’Aspettativa NON Retribuita, il costo varia in base al regime applicabile in relazione all’arco temporale in cui si va a collocare il periodo di buco.
Invece, nel caso di Riscatto del buco contributivo presente in estratto di soggetto con prima contribuzione solo POST 31/12/1995, l’onere del Riscatto sarà determinato con il Sistema Contributivo.
In ambo i casi, la contribuzione versata risulterà fiscalmente deducibile dal reddito.
In conclusione…
Ecco perché risulta importante verificare per tempo la propria posizione contributiva. Non è raro trovare situazioni di buco contributivo, a prescindere dall’Aspettativa.
Questa azione consentirà di verificare, ed eventualmente porre rimedio (ove possibile) a situazioni come quelle descritte che purtroppo hanno generato una “carenza” contributiva per un dato periodo.


