Annus Domini 2022 “Tributum habemus ad reformationem”….abbiamo la riforma fiscale!
Sembra un proclamo di qualche imperatore Romano ma da quest’anno le novità in busta paga sono davvero rilevanti e l’impatto delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2022 e dal D.Lgs 230/2021, determineranno significativi cambiamenti sugli importi a disposizione di lavoratori e, più in generale, dei contribuenti.
Il Datore di Lavoro non avrà più il “controllo” di alcune voci che impatteranno comunque sul percepito dei lavoratori che se la vedranno ora con INPS e con AdE. Non sarà più possibile “far quadrare i conti” per arrivare a corrispondere una somma netta ad un lavoratore piuttosto che ad un altro facendo la gimcana tra “bonus #Renzi”, Assegni familiari e le detrazioni per figli.
Visto dagli occhi del Consulente del Lavoro, si potrebbe dire “…era ora che qualcuno ci pensasse” così potrò finalmente concentrarmi su concetti di costo del lavoro, di salario lordo, di welfare, di forme contrattuali e di politiche attive, di controllo di gestione e pianificazione aziendale.
Ma cosa impatta veramente sulla busta paga del lavoratore?
- Diciamo subito che la riforma fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2022, nasce con lo scopo dichiarato di ridurre la pressione fiscale, attraverso una rimodulazione degli scaglioni di reddito, che passano da 5 a 4, e la contestuale redistribuzione delle aliquote IRPEF, con un riduzione di quelle sulle fasce di reddito intermedie
- Il bonus Irpef, il meglio noto “bonus #renzi” poi rinominato in “bonus 100 euro”, viene mantenuto per i redditi fino a 15.000 euro
- Il “bonus 100 euro” viene sostituito, o meglio integrato, nelle nuove e più corpose detrazioni fiscali per quei redditi superiori a 15.000 euro e fino a 28.000 euro
- Per i redditi superiori a 28.000 viene abolita integralmente la “detrazione aggiuntiva”
- Viene introdotto , solo per l’anno 2022, un esonero contributivo parziale (-0.80%) sulla quota di contributi previdenziali a carico del lavoratore che aumenterà di conseguenza la retribuzione netta dovuta
- A partire dal 1° di marzo 2022 entrerà in vigore l’assegno unico universale famigliari (AUUF) per figli a carico, che sostituisce e ingloba gli ANF, l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori riconosciuti dai comuni, l’ assegno di natalità e premio alla nascita. Non sarà più erogato dal Datore di Lavoro ma direttamente dall’INPS a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale in presenza di figli a prescindere dalla condizione lavorativa
Tutto chiaro? Direi proprio di no!!
Non è una passeggiata districarsi tra un groviglio di novità come quelle appena elencate. Non lo è per noi addetti ai lavori figuriamoci per un comune contribuente… e poi… mancano ancora dei chiarimenti dall’ AdE. Ritengo tuttavia importante soffermarmi su due aspetti che riguardano il “bonus #renzi#100” e l’AUUF.
Trattamento Integrativo /“bonus#100€” per i redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro.
Questo verrà riconosciuto solo a condizione che la somma di tutte le detrazioni d’imposta cui il lavoratore/contribuente ha diritto, siano di ammontare superiore all’imposta lorda dovuta. In altre parole, il lavoratore, per avere diritto al trattamento integrativo dovrà avere detrazioni complessive (sommando quelle da lavoro dipendente, quelle di figli e coniuge a carico, di interessi passivi del mutuo, spese sanitarie, interventi di recupero del patrimonio edilizio e tutte quelle che si inseriscono nella dichiarazione dei redditi per spese ed oneri sostenuti) che siano superiore all’imposta lorda da pagare. In pratica il trattamento integrativo è calcolato sulla differenza delle detrazioni e dell’IRPEF (detrazioni meno IRPEF) ed è comunque erogato per un importo mai superiore a 1.200 euro. Se l’imposta netta è positiva, quindi, il bonus non spetta. Ne discende che nella maggior parte dei casi il lavoratore/contribuente verificherà il requisito delle detrazioni “totali spettanti” solo al momento delle dichiarazioni dei redditi (modello 730).
AUUF e le conseguenze per i lavoratori
L’AUUF, l’assegno unico e universale non transiterà in busta paga, ma sarà corrisposto direttamente dall’INPS al lavoratore e ciò significherà, con ogni probabilità, che dal prossimo mese di marzo 2022 molti contribuenti/dipendenti subiranno una riduzione della somma corrisposta dal Datore di Lavoro, pari alla perdita delle detrazioni fiscali per i figli a carico e degli ANF, e riceveranno dall’Inps (qualora abbiano provveduto a presentare autonomamente idonea domanda), l’importo dell’assegno unico e universale nella misura spettante in relazione alle condizioni patrimoniali familiari. Questa infatti è la novità più importante che riguarda il criterio di calcolo dell’assegno. Se fino al oggi era calcolato esclusivamente sul reddito percepito, dal 1° marzo 2022 la valutazione sarà affidata agli esiti dell’ISEE, con il conseguente coinvolgimento patrimoniale. Gli importi ricevuti, però, potrebbero non somigliare a quelli del passato perché parametrati sull’Isee del nucleo familiare invece che sul reddito ai fini fiscali.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare la pagina web dedicata nel sito Inps cliccando QUI.
Cosa dovrà fare il Datore di Lavoro?
A partire dal Libro Unico del Lavoro elaborato per il mese di marzo 2022, il Datore di Lavoro sospenderà qualunque elaborazione relativa al calcolo ed erogazione dell’ANF e detrazione per carichi di famiglia, spettante al lavoratore dipendente.
Attenzione: continuano ad applicarsi le detrazioni per familiari a carico diversi dai figli, come ad esempio il coniuge, e per i figli di età superiore a 21 anni
Da oggi il nostro blog potrai anche seguirlo ascoltando Studio Milan Racconta… un po’ più di un podcast!!!
Clicca QUI…. e buon ascolto!!!


