Lavoratori richiedenti asilo: una corsia preferenziale.

Cartina geografica attraversata da un filo di ferro

Viene ogni anno registrato alla Corte dei Conti per poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che stabilisce, di anno in anno, le quote massime di ingresso al nostro Paese per lavoratori non comunitari… Che cos’è??
Universalmente noto come “Decreto flussi”, si tratta di un evento spesso atteso da quei Datori di Lavoro i quali dovranno affrontare non poche asperità per ottenere un nulla osta tanto ambito, necessario per regolarizzare quello specifico lavoratore extra-UE.
Eppure, all’interno di questo labirinto di norme e casi limite, vi è un passaggio segreto, una scorciatoia celata tra la trame della procedura, una tipologia di lavoratori che ha la possibilità di valicare il traguardo tagliando tutte le curve: i richiedenti asilo.

Le possibilità del Decreto Flussi

Cosa stabilisce

Fissa le quote massime di ingressi consentiti nell’anno per lavoratori non comunitari, parte delle quali specificatamente riservate al lavoro stagionale.
Tra le quote per lavoro non stagionale, una parte è invece riservata a settori dell’autotrasporto, dell’edilizia e turistico-alberghiero.

Le possibili richieste per i Datori di Lavoro

Principalmente domande di nulla osta al lavoro per cittadini extracomunitari, ma anche domande di conversione del permesso di soggiorno, di ricongiungimento familiare e altro ancora.

Come si fa?

Solo armati di SPID e previa registrazione all’apposito portale Ministeriale (e con tutte quante le dita incrociate) si può essere pronti ad affrontare il “click-day” per l’invio dell’istanza desiderata.
Esatto, praticamente una specie di “Black Friday” dei permessi di soggiorno per motivi lavoro.

Una questione a parte: i richiedenti asilo

Chi sono

Come descrive l’Agenzia Rifugiati delle Nazioni Unite, sono persone che “si trovano al di fuori del loro Paese di origine a causa di persecuzioni, conflitti, violenze o altre circostanze che minacciano l’ordine pubblico” e pertanto necessitano di “protezione internazionale”.
Che poi se spolveriamo la buona vecchia Costituzione Italiana (non le “Instagram stories” né tantomeno gli “hashtag” su Twitter) all’articolo 10, comma 3, leggiamo che: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.”

Cosa fanno

Richiedendo protezione internazionale formalizzando le proprie volontà tramite uno specifico iter in Questura, ossia presentando documenti ed informazioni relativi alla propria storia di vita, già ottengono lo stato di “richiedente asilo”.
Viene loro consegnato un permesso di soggiorno provvisorio, munito di foto, il quale è sufficiente a consentire l’attività lavorativa, come si legge nel Decreto Legislativo del 18 agosto 2015, n. 142, all’Articolo 4, comma 3.

Quando possono iniziare a lavorare?

Trascorsi 60 giorni dalla domanda formale di protezione internazionale è consentito iscriversi al Centro per l’Impiego.

E se poi la richiesta di asilo viene rifiutata?

Se il lavoratore richiedente asilo con permesso provvisorio dovesse essere “diniegato” dalla Commissione Territoriale potrà comunque fare ricorso e, solo una volta depositato tale ricorso, viene temporaneamente rinnovato il permesso di soggiorno che consente l’attività lavorativa.

Può spostarsi dalla sede di lavoro?

Si, ha facoltà di muoversi ma solo entro i confini nazionali.

I vantaggi nell’assumere richiedenti asilo


Una vera e propria scorciatoia

Come illustrato, l’iter per assumere un lavoratore richiedente asilo è breve e diretto e, a differenza delle assunzioni tramite nulla osta con Decreto Flussi, non richiede particolari condizioni, quindi è plausibile che anche il privato cittadino possa sfruttare questo espediente in caso abbia bisogno di attivare con facilità un rapporto di lavoro domestico.

Ci sono benefici economici per chi assume richiedenti asilo?

Da un punto di vista fiscale o contributivo non esiste alcun specifico incentivo né sgravio né beneficio di sorta attinente alle assunzioni di lavoratori non comunitari, siano essi assunti tramite nulla osta con Decreto Flussi o siano essi rifugiati/richiedenti asilo.

Il pagamento della retribuzione

Ma se ancora non ha l’IBAN come pagherò lo stipendio?

La Legge Italiana prevede che lo stipendio venga pagato esclusivamente con metodi tracciabili, e nemmeno chi impiega lavoratori stranieri è esentato dal rispetto di questa norma.
Fatta eccezione, ad esempio, per il lavoro domestico, è quindi sanzionabile il Datore di Lavoro che retribuisca in contanti i lavoratori in attesa della formalizzazione del permesso di soggiorno.
Fondamentale la nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro n. 5293 del 2019, la quale sostiene che la sola ricevuta di verbalizzazione della domanda di permesso di soggiorno è considerata documento valido per l’identificazione, pertanto sufficiente all’apertura di un conto:

la ricevuta di verbalizzazione della domanda (…) è un documento munito di fotografia del titolare e, pertanto, appare idoneo a consentire l’identificazione personale del richiedente, ai fini dell’apertura di un rapporto continuativo comprensivo dei servizi bancari di base.”

– in merito all’obbligo del pagamento tracciabile dello stipendio ed alle eccezioni per le quali è invece consentito usare i contanti, abbiamo parlato nel nostro articolo “Tracciabilità dello stipendio: quando il datore è sanzionabile

In conclusione, o per cominciare?

Viene da chiedersi… “Ma di questo passo dove andremo a finire?”

Effettivamente è una domanda che in questi tempi sorge spontanea ma credo sia superficiale dire che ci troviamo “in un’epoca di cambiamenti”, anche perché personalmente non mi risulta che qualche epoca si sia mai fermata.
Si può parlare di evoluzione o involuzione forse, di cambiamenti in meglio o in peggio, questo sì, ma al di là di qualsiasi considerazione, l’unica cosa da fare è stare al passo con i tempi per non perdere occasioni.

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