Richiesta anticipo TFR, quando il datore può dire di no.

Mano che impugna una penna sopra banconote da 50 euro

Esigenza di liquidità per far fronte a spese inattese, conseguente domanda di fruire del proprio Trattamento di Fine Rapporto: ma il datore di lavoro è sempre obbligato ad accogliere la richiesta? E in quale misura?

Tra normativa di legge, contrattualistica del lavoro, giurisprudenza e perfino accordi con il singolo dipendente, vediamo i casi in cui il datore può essere esonerato dall’accoglimento della richiesta di anticipo TFR o quando si possono addirittura pattuire condizioni di miglior favore rispetto alla norma.

Cos’è il Trattamento di Fine Rapporto?

È un istituto di diritto con lo scopo di garantire al lavoratore dipendente una somma di liquidità da corrispondersi in sede di cessazione del rapporto di lavoro per far fronte ad esigenze future.
Chiedere un’anticipazione sul proprio Trattamento di Fine Rapporto accantonato è un diritto del lavoratore dipendente ma, come vedremo, il datore di lavoro non è sempre tenuto ad accogliere tale richiesta.
Le norme che ne regolano le modalità di corresponsione hanno il duplice compito di consentire un modo per venire incontro a necessità improvvise ma, al contempo, limitarne le richieste sia in termini di quantità che di frequenza.

La richiesta

Per cosa si può chiedere?
 

 

L’anticipazione sul TFR può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro, salvo nei casi di:

  • aggravarsi di malattie
  • acquisto della casa del figlio dopo aver usato il primo anticipo per la propria o viceversa

I limiti

Quali sono i limiti che tutelano il datore di lavoro?

Prima di tutto i limiti soggettivi con riferimento al lavoratore richiedente:

  • sono necessari almeno 8 anni di anzianità di servizio
  • può essere chiesto al massimo il 70% del TFR maturato

Appurate queste prime due condizioni, si procede con i limiti annui definiti dal già citato art. 2120 c.c., cioè che:

  • “…le richieste da soddisfarsi annualmente siano entro i limiti del 10 % degli aventi titolo…”
  • “…e comunque del 4 % del numero totale dei dipendenti”

Quindi, ad esempio, un’azienda con 100 dipendenti che rispettino i sopraindicati limiti soggettivi, potrà prendere in considerazione al massimo 10 richieste di TFR in un anno ma sarebbe obbligata ad accettarne solamente fino a 4.

Il limite del 4% è un punto fondamentale poiché deriva che le aziende con meno di 25 dipendenti sono escluse dall’obbligo di anticipazione del TFR, dato che, banalmente, il risultato dell’applicazione del 4% ad un numero più piccolo di 25 risulterebbe un valore inferiore all’unità.

Inoltre, non sono tenute all’anticipo sul TFR le aziende:

  • dichiarate in crisi, in fallimento o liquidazione
  • in cassa integrazione guadagni straordinaria

L’accoglimento

Si possono accogliere richieste di anticipo TFR anche se non obbligati a farlo?

Per riportare ancora l’art. 2120 c.c.: “condizioni di miglior favore possono essere previste dai contratti collettivi o da patti individuali”.
Quindi se il datore di lavoro lo ritiene, può:

  • accogliere richieste di anticipo TFR anche se non sarebbe obbligato a farlo
  • accettare motivazioni non specificate dalla norma
  • corrispondere oltre al 70% del TFR maturato
  • concedere più di un anticipo sul Trattamento di Fine Rapporto al medesimo lavoratore.

Il tutto solo se concordato tramite patto scritto.

Se si ricevono più richieste di anticipo TFR da diversi dipendenti, qual è il criterio di precedenza?

contratti collettivi possono stabilire dei criteri attraverso i quali definire la priorità con cui soddisfare le richieste di anticipo TFR accolte.
In assenza di specifiche indicazioni nel CCNL, il criterio dell’ordine cronologico di ricezione è sicuramente preferibile.

Se viene accolta una richiesta ma il dipendente non ne aveva diritto?

Se il dipendente non ne aveva diritto o non fornisce opportuna documentazione, oppure viene scoperto ad utilizzare la somma ricevuta per motivazioni diverse rispetto a quelle dichiarate, è prevista la sola restituzione delle somme indebitamente ricevute senza ulteriori riflessi sul rapporto di lavoro.

Hai ricevuto una o più richieste di anticipo sul TFR e vuoi sapere cosa fare? Chiedi consiglio ai nostri esperti.

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