Festività del 4 ottobre 2026: regole e calcolo in busta paga

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Una nuova festività da gestire

Dal 1° gennaio 2026 il 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, è tornato a essere una festività nazionale. La novità è stata introdotta dalla legge 8 ottobre 2025, n. 151, che ha inserito la ricorrenza tra i giorni festivi previsti dalla legge n. 260 del 1949. Non si tratta quindi di una semplice celebrazione civile: la giornata produce effetti concreti sull’organizzazione del lavoro, sulle presenze e sulla retribuzione. Nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica. Proprio questa coincidenza rende necessario controllare con attenzione la busta paga del mese, perché può sorgere il diritto a un trattamento economico aggiuntivo.


Il trattamento dei lavoratori mensilizzati

Per i dipendenti retribuiti in misura fissa mensile, la paga ordinaria comprende normalmente anche le festività che ricadono nei giorni lavorativi. Quando però una festività coincide con la domenica, la regola cambia. Il lavoratore ha diritto, oltre alla normale retribuzione mensile, a una quota aggiuntiva corrispondente alla retribuzione giornaliera. Il calcolo deve essere effettuato utilizzando il divisore previsto dal contratto collettivo applicato. Se, per esempio, il CCNL utilizza il divisore 26 e la retribuzione mensile lorda è pari a 1.950 euro, la quota aggiuntiva è di 75 euro lordi. Il dato è solo esemplificativo: occorre sempre verificare gli elementi retributivi da includere e il divisore contrattuale corretto.


Come funziona per chi è pagato a ore

Per i lavoratori retribuiti a ore, la festività deve essere pagata anche se non viene svolta alcuna attività. In via generale, la retribuzione della giornata è determinata sulla base di un sesto dell’orario settimanale contrattuale. Con un orario di 40 ore e una paga oraria lorda di 12 euro, il valore indicativo della festività è pari a 80 euro lordi. Anche in questo caso il conteggio concreto dipende dal CCNL, dalla distribuzione dell’orario e dalle voci che compongono la retribuzione globale di fatto.


Se il dipendente lavora il 4 ottobre

Chi presta attività il 4 ottobre 2026 matura il trattamento economico collegato alla festività e, in aggiunta, la retribuzione per le ore effettivamente lavorate con la maggiorazione prevista dal contratto collettivo. La coincidenza tra domenica e festività non comporta però, in modo automatico, la somma di tutte le maggiorazioni. Alcuni CCNL prevedono il cumulo, altri applicano soltanto il trattamento più favorevole oppure una disciplina specifica per il lavoro festivo domenicale. Prima di elaborare il cedolino è quindi indispensabile leggere la disposizione contrattuale applicabile, evitando di utilizzare una percentuale standard valida per ogni settore.


Contributi e tassazione agevolata

Le somme riconosciute per la festività entrano nell’imponibile previdenziale e fiscale secondo le regole ordinarie. Per il 2026, tuttavia, la legge di bilancio ha previsto un’imposta sostitutiva del 15 per cento sulle maggiorazioni e sulle indennità corrisposte per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e su turni. Il beneficio riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2025 hanno percepito redditi di lavoro dipendente non superiori a 40.000 euro e opera entro il limite complessivo di 1.500 euro nell’anno. L’agevolazione riguarda le maggiorazioni e le indennità ammesse, non la normale quota retributiva della festività. L’Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che il regime può applicarsi anche alle maggiorazioni per il lavoro svolto di domenica. Restano da verificare, caso per caso, i requisiti del dipendente, le eventuali esclusioni e le somme già agevolate presso altri datori di lavoro.


I controlli da fare in azienda

La prima applicazione della nuova festività richiede un controllo coordinato tra calendario aziendale, rilevazione presenze e software paghe. L’azienda deve verificare che il 4 ottobre sia correttamente censito come festività nazionale, controllare il trattamento previsto dal CCNL per la coincidenza con la domenica e distinguere la quota della festività dalle eventuali ore lavorate e dalle relative maggiorazioni. Nei settori a ciclo continuo, nel commercio, nei servizi e nelle attività aperte nel fine settimana è opportuno verificare anche turni, riposi compensativi e regole sul cumulo. Dal 2027 il 4 ottobre cadrà di lunedì: l’effetto non riguarderà soltanto il cedolino, ma anche le ore lavorabili e la programmazione del personale. La nuova ricorrenza deve quindi entrare stabilmente nei budget del costo del lavoro e nelle procedure annuali dell’ufficio del personale.

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