Lavoro domestico – Colf e Badanti – Costi – Oneri deducibili e detraibili

mani che indossano guanti di gomma in una tiene una spugna nell'altra uno spruzzino

Mai come in questi due anni abbiamo apprezzato il ruolo sociale del lavoro domestico, soprattutto nella protezione delle fasce più deboli come i bambini e gli anziani. A dirla tutta, anche se la verità a volte è scomoda, la pandemia ha fatto emergere molti lavoratori domestici “in prova”. Come avrebbero potuto frequentare le nostre abitazioni se non fossero stati regolari?

L’assioma

Non dare mai lavoro non regolarizzato neanche in caso di prova per un giorno anche se la Colf e la Badante si dimostra disponibile.”

Sembra scontato quanto appena detto ma il lavoro domestico in Italia è uno dei settori più esposti al lavoro “in prova”. Inoltre cimentarsi “in autonomia”, con la regolarizzazione e la gestione del personale domestico, magari con qualche software presente nel mercato, spesso ci espone a rischi procedurali e interpretativi delle norme che potremmo pagare caro. Per questo, anche se sembra una “marcketta”, è bene affidarsi a Professionisti specializzati: i Consulenti del Lavoro.

Il Datore di Lavoro privato, infatti, che ometta o ritardi la comunicazione unica (all’INPS) è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da € 100,00 a € 500,00 per ciascun lavoratore interessato. I Datori di Lavoro domestico sono esclusi dalla “maxisanzione” per lavoro, salvo il caso in cui occupino il lavoratore assunto come domestico in altra attività professionale. E’ il caso,ad esempio, della colf familiare che si occupa delle pulizie degli uffici dell’azienda.

Il lavoro domestico è regolato da un Contratto Nazionale che viene applicato in tutta Italia. Questo Contratto precisa i diritti ed i doveri sia del Datore di Lavoro che del lavoratore.

Gli assistenti familiari sono inquadrati in quattro livelli, a ciascuno dei quali corrispondono parametri retributivi e mansioni diverse.

Ad ogni profilo corrisponde una retribuzione, con particolare riguardo anche al tipo di prestazione. Si pensi, ad esempio, al personale assunto esclusivamente per garantire la sola presenza notturna, o al personale assunto in regime di convivenza, o per quello per l’assistenza extra domiciliare . Solo per citarne alcune…

La retribuzione può essere concordata tra le parti, nel rispetto del principio di “retribuzione sufficiente” previsto dall’art. 39 della Costituzione, ovviamente facendo riferimento al CCNL applicato: in sostanza occorre quanto meno rispettare i valori minimi stabiliti dal contratto, che vengono aggiornati una volta all’anno. Il CCNL infatti prevede anche eventuali indennità sostitutive di vitto e alloggio, gli scatti di anzianità, le indennità di funzione (per i livelli D e D super), così come l’indennità prevista per la figura del baby sitter, da erogarsi fino all’età del sesto anno di ciascun minore assistito. Non dimentichiamoci il diritto alle ferie, la tredicesima mensilità, il TFR, ma ancora il lavoro festivo, straordinario, notturno…

Nel seguente file “Clicca qui” potrete trovare il dettaglio della retribuzione lorda e netta, così come i costi contributivi a carico del Datore di Lavoro, suddivisi per livello e ore lavorate. Si precisa che diversamente da quanto avviene per la generalità dei dipendenti, i contributi di Colf e Badanti si calcolano sulla paga oraria non sulla retribuzione mensile e l’aliquota viene applicata alla fascia in cui rientra la retribuzione oraria e non alla paga stessa.

Benefici fiscali per il Datore di Lavoro

Deduzioni per contributi fiscali versati all’INPS

Il Datore di Lavoro può dedurre dal proprio reddito complessivo i contributi a suo carico versati all’Inps a favore dei lavoratori addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare fino all’importo massimo annuo di 1.549,36 euro. Il beneficio si traduce in una riduzione dell’imposta dovuta in sede di dichiarazione dei redditi del Datore di Lavoro, tanto maggiore quanto più elevata è l’aliquota Irpef marginale (al massimo il 43% di euro 1.549,36, oltre al vantaggio sulle addizionali regionale e comunale). Poiché si applica il criterio di cassa si devono considerare soltanto gli importi pagati nell’anno fiscale: di regola si sommano i contributi dell’ultimo trimestre dell’anno precedente e i primi tre dell’anno oggetto di dichiarazione.

Detrazioni delle spese per badanti

In aggiunta alla deduzione sopra descritta è riconosciuta una specifica detrazione del 19% delle spese sostenute per Badanti. L’agevolazione si applica alle spese, per un importo fino a 2.100,00 euro, sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se il reddito complessivo annuo di chi sostiene l’onere non supera 40.000,00 euro. La detrazione, che determina una riduzione massima dell’Irpef dovuta di 399,00 euro (19% di 2.100,00 euro), deve essere fatta valere in sede di dichiarazione dei redditi. Le spese sostenute devono essere documentate mediante i prospetti paga o altre quietanze in forma libera che attestino l’onere sostenuto.

Conclusioni

Il mondo del lavoro domestico, per quanto semplificato rispetto al lavoro in ambito privatistico, presenta molte insidie e casistiche. Nei prossimi appuntamenti con il blog avremo modo di affrontare e rispondere a domande frequenti e chiarire molteplici aspetti che non ho trattato in questo articolo. Parleremo ad esempio delle ferie, dei riposi, dell’alloggio, del lavoro “oltre” l’orario concordato. Ma ad esempio cosa succede se non si pagano i contributi? O se ritardo il versamento trimestrale. Se non verso la cassa colf? Ma che cos’è la “cassa colf”? E’ obbligatoria? Ed infine… a chi si deve intestare la “titolarità” del rapporto se si il Datore di Lavoro è la persona badata, e magari anche non autosufficiente?

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