Lecito il trafugamento di documenti aziendali riservati!

Mani che afferrano un fascicolo di documentazione all'interno di un cassetto

“Ma che ti conservi, le carte???”… Sono sempre stato deriso dai miei colleghi per la maniacale abitudine di custodire i miei documenti di lavoro. Non ho mai pensato fosse sbagliato farlo e infatti, un “brutto giorno”, vengo sottoposto a provvedimento disciplinare dal mio capo per scarso rendimento. Venivo infatti accusato di non aver svolto il lavoro affidatomi, disattendendo le richieste impartite e addirittura boicottando le attività di ricerca e sviluppo…
Inutili sono state le mie giustificazioni verbali fino a quando, in mia difesa, ho inviato alla Direzione un plico di documenti aziendali ( 37 pagine) riguardanti l’attività di ricerca e sviluppo cui sono addetto. Questo ultimo disperato tentativo di tutela mi frutta un nuovo procedimento disciplinare con l’addebito di trafugamento di documenti aziendali riservati e come se non bastasse anche il licenziamento.
Mi rivolgo allora al Consulente del Lavoro di famiglia per capire se veramente è legittimo il licenziamento e questi, senza battere ciglio, mi cita una sentenza della Suprema Corte, (Sent. n. 7993/2012) e mi spiega che

il lavoratore che produca, in una controversia di lavoro intentata nei confronti del Datore di Lavoro, copia di atti aziendali, che riguardino direttamente la sua posizione lavorativa, NON viene meno ai suoi doveri di fedeltà, di cui all’art. 2105 cod. civ., soprattutto tenuto conto che,  l’applicazione corretta della normativa processuale in materia è idonea a impedire una vera e propria divulgazione della documentazione aziendale e che, in ogni caso, al diritto di difesa in giudizio deve riconoscersi prevalenza rispetto alle eventuali esigenze di riservatezza dell’azienda.”

In buona sostanza il Consulente del Lavoro illuminato mi spiega che è del tutto legittimo produrre in giudizio atti o documenti aziendali, anche se di carattere riservato, allorché la produzione in giudizio dei documenti è determinata al fine di esercitare il proprio diritto di difesa.
L’indomani ritorno in azienda con il mio “mentore” che spiega al capo i termini della sentenza facendogli cambiare idea e riammettendomi al lavoro. Ora i colleghi non mi irridono più, anzi, la fotocopiatrice non si ferma mai e addirittura ho sentito qualcuno sussurrare al collega: “conserva, conserva… che poi trovi” non si sa mai!

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